Questo è il blog del mio Mr Hyde, perchè tutti ne abbiamo uno.
Non ho mai incontrato tanta ignoranza, tanta furia, rabbia e invidia nel giudicare gli altri, tanta violenza in fatti e parole, tanta asssenza di logica in quelli che dovrebbero essere ragionamenti, tanta bassezza, grettezza e presunzione, tanta assenza di ironia, tanto egoismo, tanti tradimenti, volta faccia, tanta incoerenza, tanta piccolezza, tanta vanità, tanto vuoto, tanto gusto per l'insulto gratuito, tanti pettegolezzi, tanta gaudio nel parlare di altri per nascondere la propria vita vuota, al di là del semplice e umano pettegolezzo, tanto sputare sentenze, tanto...tutto il peggio possibile, come da quando frequento certe compagnie omosessuali in questa città, che pur mi piace così tanto. Mi rifiuto di credere che le donne siano tutte qui.
Domani apertura perciò, mentre un vampiro pokemon con le unghie finte e a cui ho rubato i dentini da latte caduti, si aggira per quel postaccio in cui andiamo il sabato sera o dove si trova più o meno tutta la gente che frequento ultimamente, tranne MissRata che si è lasciata ammanettare nella stanza accanto e che io mi guardo bene dal salvare, mentre qualcuno è ormai irraggiungibile dalla mia buonanotte o da qualsiasi altra cosa mi possa venire in mente di dire, mentre dovrei studiare e avrei bisogno di una vacanza in un posto mai visto, sono a casa in compagnia di libro e tazza di latte e cereali, sperando di addormentarmi presto. Ricordatevi di spostare l'orologio un'ora indietro.
Ava Adore degli Smashing Pumpkins mi ricorda la Susy, come Lullaby dei Cure mi ricorda l'esame di Algebra. (tutto accadeva quando i cd si compravano ancora originali o al max dal marocchino).
Sarà la sindrome premestruale?
Qualcosa mi dice che la cultura sia l'unica panacea per i mali dell'anima, almeno per i miei. E sia, oggi al Ducale, a vedere Arti e Architettura, domani sera a teatro, giovedì visita guidata alla centrale termoelettrica Enel.
E' rassicurante sapere che le prospettive drammatiche e le preoccupazioni poetiche della notte si trasformano in pensieri quasi sereni e in sorrisi abbozzati appena fa giorno. O forse è deludente.
Colonna sonora: Garbage - Milk
("Bisogna stare attenti ai pensieri che vengono di notte: non hanno la giusta direzione, arrivano a tradimento da luoghi remoti e son privi di senso e di limiti", W.Least Heat-Moon - Strade blu)
Ci sono notti in cui mi si deve lasciar perdere e notti in cui avrei bisogno che Qualcuno mi dormisse addosso.
Colonna sonora : Negrita - Magnolia.
Finalmente sono riuscita a vederlo! Ma ci sarei andata anche da sola, tanta era la voglia...tra la sindrome da supermercato dell'anno scorso, e la stanchezza, il caldo e una marea di altre cagate, avevo voglia di un po' di cinema. Perciò...cosa c'era di meglio di Pedruzzo mio e de La mala educaciòn? beh...arriviamo al cineplex alle 22,31 (trattenute dalle chiacchiere della hostess...ops steward del McDonald che mi è venuto a prendere per propormi qualcosa da fare che non fosse cinema, la mia manager preferita si è seduta con noi e abbiamo cenato e preso un po' in giro il piccino. Al cineplex, nonostante dalla strada si noti un enorme cartellone, il film non c'è, giro Cygnus e andiamo in via Colombo...non sapevo nemmeno ci fosse un cinema. Ma comunque...ore 22.40...la prego mi faccia entrare...ho già chiuso la cassa...ma la pago fuori cassa...impietosito il vecchietto mi dice che basta che io sia consapevole che film era già iniziato. Va bene lo stesso...quanto le devo...andate. Cioè ho visto l'unico film che mi ha interessato quest'anno gratis. Di Almodovar mi piace tutto...le storie, le ambientazioni, i silenzi, i sottintesi. Mi piace l'assenza di effetti speciali, mi piace la mancanza assoluta di banalità, mi piace l'accostamento di colori. Non vi racconto l'intreccio, cioè magari per rovinarvi la visione ve lo racconto un'altra volta, ma è assolutamente bellissimo. Dimenticavo...ma com'è che i cattivi non sono mai così cattivi e gli innocenti hanno sempre qualche colpa?
Dovrei studiare, ma non so se dormire o guardare Metropolis di Frizt Lang, in fondo certe cose si guardano e si leggono per poterne parlare. Credo che dormirò un'oretta e poi studierò...il film stanotte, dopo una sfiancante chiusura (e siamo a tre di seguito, ma poi mi assumono, così compro il monolocale?)
Colonna sonora: Chris Isaac - Wicked game
Sono davvero grata a chi ha inventato il martello: il frigo è rotto, cioè ha una guarnizione che non tiene e perciò lo sportello del freezer rimane costantemente aperto. In questo modo (e non mi dilungo sulle spiegazioni scientifiche del motivo), si è formato un iceberg che bloccava l'accesso al cibo stipato nel regno del freddo di casa mia. Siccome avevo deciso di mangiare qualcosa di sano, dovevo liberare una delle bustine di minestrone da me preparate tagliando a pezzetti con immensa cura e perdita di tempo, le verdure fresche, Poichè l'acqua calda era troppo lenta per il raggiungimento del mio scopo entro le 18, ora in cui andrò a lavorare, ho dovuto usare le maniere forti e abbattere il ghiacciaio con un pesante martello. Mi sentivo come un dio che decide lo scioglimento dei ghiacci polari. Forse dovrei essere un pochino più ambientalista...ma mica posso essere sempre buona, questo è il mio Mr Hyde, per dio! E poi nella mia cucina non c'erano foche o pinguini...e nemmeno il Titanic!
Andando verso il supermercato in cui lavoravo, proprio dall'ultima curva, se si guarda a destra, si vede il mare dall'alto. Non che mi metta in mente pensieri nostalgici e mi faccia canticchiare Il mare d'inverno, per fortuna. Ne' che mi venga in mente quanto stavo bene quando la mattina alle sei passavo di là e andavo a fare colazione da Lino prima dell'apertura, no. E' solo che oggi, con un tempo misto tra sole e pioggia, aveva dei riflessi strani. Sensazione trasmessa: serenità. E pensavo che quando si ricomincia l'Università a trent'anni passati e suonati, allora è quello che si vuole davvero, allora non era un trasferimento dei desideri altrui sulla mia vita. E l'atteggiamento è per forza diverso. Bene.
Il prossimo libro che comprerò è Mappe per amanti smarriti di Nadeem Aslam...che leggerò con calma, perchè sul mio non-comodino c'è anche Le Metamorfosi di Ovidio...anzi quasi quasi vi racconto un mito al giorno. Oggi giornata a Pavia a trovare quella che probabilmente è la mia più vecchia amica: la SuperStupida.Ma quant'è bello girare per la fiera e sfidarsi a chi assaggia di più ai banchetti di formaggi e salami...per finire con la crema al melone di Sorrento!
Organizzarsi la serata...
Esco dal lavoro sfatta, pensando solo che devo andare a comprare il latte, e sognando la vasca e un bagno caldo...che non farò perchè il mio salotto da bagno è la stanza più fredda della casa. Sento un'amica...vieni a ballare? no, sono stanca. In realtà dovrei studiare. Poi sento Lego arzilla che dice One e poi Virgo...no, Virgo no, non ce la posso fare...e se poi c'è la manager? allora dovrei proprio esserci anch'io. Vabbè vado a casa, mi rilasso un po', rimango d'accordo con Lego che la richiamo, ma tanto sono a pezzi. Comincio a pensare che però un saltino al solito pub a salutare mi farebbe piacere. Dopo un paio d'ore richiamo Lego, quasi convinta ad alzarmi e vestirmi, pensando di trovarla già in giro. Lei però ha concluso di essere stanca e mi dice che mi richiama. Io metto il pigiama e mi faccio una tazza di latte, pensando che non me l'ha ordinato nessun dottore di uscire il sabato sera (ma anche se l'avesse fatto, a memoria d'uomo, non s'è mai visto che abbia seguito le indicazioni) e ricordandomi che odio i locali fumosi e affollati. Lego, se mi richiami per dirmi che vuoi uscire sei una donnetta che cambia sempre idea.
Oggi, siccome un articolo di Internazionale parlava di un viaggio da Los Angeles a San Francisco sulla Highway One alla guida di una Harley affittata....mi è venuta voglia di America. Non fraintendetemi, intendo America per turisti. Voglia di vedere cose...viaggio progettato un sacco di tempo fa, che ovviamente richiede tempo, soldi e compagnia giusta - tre cose che non ci sono mai contemporaneamente -. Perciò mi è venuto in mente di comprare una guida, almeno una bella Lonely Planet, ma poi ho pensato che comprerò Strade Blu, di W. Least Heat-Moon, che è una cosa che volevo fare da tempo. Buona giornata a tutti...vado in miniera.
Credo che copierò un post dal blogghino di LadyCastalia, che sono sempre io, perchè lo trovo moooolto pertinente...dato che ieri sono stata all'Ikea. E volevo dormire lì, comprare tutto, mandare via i bambini perchè SOLO IO dovevo giocare con il trenino.
Ikea world
Non ricordo se ho già scritto del mio amore viscerale per i mobili Ikea, se ho già detto che trovo chiarissime le istruzioni, che mi piace praticamente tutto quello che produce, che compro qualsiasi cosa sia blu o azzurra (sono nel mio periodo blu), che vorrei tanto lavorare in un negozio Ikea. Quindi, come una vera fan, quando su un giornale appare un articolo sul mio negozio preferito, io lo leggo (non avendo più 15 anni, non stacco le pagine per poi conservarle in un raccoglitore, catalogandole in base al tipo di rivista e in ordine cronologico).
Leggo: "Come almeno una delle altre grandi religioni del mondo, quella di Ikea è nata in una capanna..." questo è irritante. "Il montaggio fai da te è qualcosa di più di un modo per ridurre i costi: è uno strumento di evangelizzazione, concepito per farci sudare e crescere come persone (e quando arriviamo a casa e ci accorgiamo che nella scatola manca qualcosa, la sfida è ancora poù grande)"..."le istruzioni per montare i mobili sono indecifrabili." allora: nelle mie scatole ho sempre trovato tutti i pezzi...ma sono davvero un membro di questa setta solo perchè mi diverte il fai da te, o sono solo un po' camion? Continuo a leggere: "La strada per la realizzazione dell'individuo tracciata da Ikea non lascia scelta. Hanno tecniche molto sottili per incoraggiare la collaborazione, e seguendole si diventa evangelisti d'Ikea. Pensiamo per esempio alle tecniche usate dalla polizia negli interrogatori. Uno dei sistemi per spezzare la resistenza di una persona è costringerla a parlare una lingua non sua.", infatti, continua l'articolo "per i bagni usano nomi di laghi norvegesi, le cucine sono ragazzi e le camere da letto ragazze. I letti sono città svedesi"...a parte il fatto che io dico sempre "quel mobile lì..." ma pronunciare i nomi mi farà diventare svedese? cioè alta, bionda e con gli occhi azzurri? No, sono anni che ci provo. E ora viene il bello: "l'azienda decide ciò di cui avete bisogno prima ancora che vi rendiate conto di averne bisogno. La molletta Mallen serve per appendere le riviste in bagno. Probabilmente non vi è mai passato per la testa di appendere le riviste in bagno, ma Ikea ha deciso che lo farete. E qui scatta il meccanismo: tre mollette costano un euro e mezzo, quindi non vale la pena di perdere tempo a pensarci" Ovviamente io ho le mollette Mallen, ma non le ho mai usate. Oddio sono un'infedele, sai che novità. "In realtà non siete andati all'Ikea con un bisogno da soddisfare. Siete entrati nel negozio e avete scoperto sia il bisogno che il mezzo per soddisfarlo. Il sociologo tedesco Theodor Adorno definiva il fenomeno Bisogno Indotto". Beh io ora vi lascio perchè ho voglia di andare all'Ikea a cercare dei nuovi bisogni indotti da soddisfare, anche se qualche idea ce l'ho...
Dopo lezione, siccome sono una massaia con i controcoglioni, sono andata a fare la spesa: c'erano non più di sei persone in fila. Il supermercato è piccolo, e sembra la bottega del quartiere, più che altro perchè i clienti sono viziati e abituati a pretendere...al Pam non si comporterebbero così, figuriamoci all'Ipercoop. Per inciso, ho lavorato lì per circa un anno. La signora davanti a me, in modo assolutamente maleducato ha iniziato a lementarsi con la mia ex collega che stava contando il fondo cassa, perchè non apriva e che insomma, uno va lì perchè devono fare presto che è l'ora di pranzo e non si possono fare delle file così. In modo educato e gentile, volto a sentirmi superiore, commento: vorrei vedere lei se lavorasse qui, fosse in piedi dalle 5,30 di stamattina e volessero costringerla ad aprire la cassa quando dovrebbe già essere fuori turno da dieci minuti, oppure fosse appena entrata e pretendessero di non lasciarle contare il fondo (ma ce li rimette lei?...toccale il portafoglio alla sciura di Albaro)...indispettita la signora mi dice che allora il turno è stato fatto male. Faccia le sue rimostranze a chi di dovere, le rispondo, perchè prendersela con le ragazze è davvero fuori luogo. Il tutto sempre abbondantemente condito dalla mia proverbiale calma zen.
Da stamattina amo ufficialmente il mio esercitatore di statistica descrittiva...oltre a quella lesbica della mia manager al lavoro.
Sms del mio amico Dave-faccia tonda, ex amante dell'emigrante, laureato in Economia alla Bocconi...perche' sti terroni quando sono ricchi vanno a studiare a Milano e fanno i signori, agente di borsa fino a qualche mese fa: Mozzarella e dintorni apre sabato, inaugurazione dalle 17 alle 19. Cazzo, penso, ma non poteva essere sabato prossimo? Questo mi tocca lavorare e ormai e' tardi per il cambio...ma sarebbe stato meglio di un happy hour...volete mettere un assaggio di burrata, ricotta, mzzarella di bufala e prodotti tipici pugliesi invece delle patatine e della pasta scotta tipica dell'aperitivo a sbafo?
Credo che lascerò momentaneamente la lettura di Powerbook per Middlesex di Jeffrey Eugenides. E che non riuscirò mai a stabilire un ordine nella top five dei miei libri preferiti, che perciò rimarranno a pari merito...Trilogia della città di K di Agotha Kristoff, Fight club di Chuck Palahniuk, Le Correzioni di Jonathan Franzen, La casa del sonno di Jonathan Coe, Bestie di Joyce Carol Oates.
Dimenticavo...se hai deciso che vuoi essere mia amica...
Colazione al bar, giornale...entro al lavoro in anticipo e scopro che devo fare le insalate. Che bello, come se fossi stata promossa, nell'altro mcD devi essere raccomandata per farle.Ovviamente erano bellissime, e dentro ci saranno finiti anche dei pezzi delle mie dita e delle gocce di sangue. Mio padre mi chiama per dirmi che ci vediamo all'acquario alle 9.30...ops gli avevo detto il turno sbagliato. Arrivo per le 16.00, mi dice che è al bar del porto antico...papi, ce ne sono seicento. Insomma lo trovo, beve succo d'ananas con la sua fidanzata, sempre ansiosa di piacermi. Parliamo del mio lavoro meraviglioso e della mia facoltà entusiasmante, e lo so che è contento quando lo sono io. Papi, voglio comprarmi il monolocale. Tra quattro mesi finisci di pagare il motorino, mi risponde. Poi aggiunge: quando ti sposi? mai. Ma io voglio i nipotini. E non capisco se scherza. Sfoggio il mio sorriso migliore, sperando che non mi sia rimasta insalata tra i denti. Papi, speravo avessi capito che è il caso di rassegnarti.
Colonna sonora: Martika - Toy Soldier
stasse o doamani prima serata
provo vedo se reggo
noo.... ilp osto sembra serio
uno fa quello ke vuole s i sente
kompreso il vestire
. bacio stupidina sono kosì detesto la mia indifferenza nei tuoi konfronti..... ma le cose vanno da sole certe volte.ti stringo + forte di quanto sia kapace
il primo pomeriggio libero è ikea se vuoi ankora.
Accidenti a me e alle mie velleità di regina della cucina...ma dovevo proprio cucinare il chili ieri notte? E finirlo oggi a pranzo? beh, darò la colpa al mio lavoro da McDonalds se quando torno a casa mi viene voglia di cucinare qualcosa di genuino mentre dovrei mettermi a studiare.
Ah se facessi la pubblicitaria...al posto delle mercedes ci sarebbero trattori e ape car, al posto della nonna che cucina quattro salti in padella una vecchia bigotta che ci urla di andare in chiesa, al posto della giovane mogliettina che riesce a conciliare carriera e famiglia una sdentata e baffuta grassona con un grembiule sporco, sudata e affaccendata nella sua cucina che puzza di soffritto e peperoni e che urla ai propri figli - mocciosi caccolosi e arruffati - in calabrese ovviamente, di correre a tavola. Al posto del marito benevolo che fa colazione con le nastrine nel suo mulino bianco, un muratore con la canottiera a costine macchiata di zuppa di fagioli (tipo Mimì metallurgico per capirci) che pretende che le figlie tornino a casa prima di cena e che non dormano fuori casa prima del matrimonio...e al posto di quegli appartamenti bellissimi dove vive una sola persona che al mattino fa il nescafè, un appartamento con le blatte, il frigo marcio, la lavatrice che perde e un padrone di casa rompicoglioni al piano di sopra. Dimenticavo, i clienti dei negozi e dei servizi pubblici sarebbero ignoranti e cafoni, i commessi e i pubblici ufficiali scazzati. Nessun crew, in nessun McDonald, sorriderebbe. Sei io facessi la pubblicitaria...sarebbe tutto così autentico e nessuno sognerebbe...perciò a nessuno verrebbe voglia di comprare. Ecco perchè non faccio la pubblicitaria.
Jeannette Winterson è nata a Manchester nel 1959 ed è considerara una delle più importanti scrittrici inglesi della sua generazione. Il suo romanzo d'esordio Non ci sono solo le arance, del 1985, ambientato in una cittadina della provincia inglese, è la storia di una ragazzina adottata da una famiglia bigotta, che si scopre omosessuale. Questo argomento probabilmente ne ha fatto un'icona della letteratura lesbica, meglio così, ironia e cultura sono ciò che colpisce sempre nei suoi libri. Nel 1992 esce il libro preferito delle sciacquette, Scritto sul corpo, quando si parla di passione e desiderio...Meno famosi, forse anche un po' meno brillanti, sono Arte e menzogne, Il sesso delle ciliegie, Simmetrie amorose, Il mondo e altri luoghi, Passione. Mi accingo a leggere Powerbook, che è uscito più o meno un anno fa.
Padrone di casa: Cara LC, tu mi sei tanto simpatica e con te si può parlare, ti voglio intestare il contratto.
LC: No, grazie, non mi va di prendermi la responsabilità. E poi sono l'unica che non ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Se ha un monolocale però ne possiamo parlare.
(Ma cosa gli farò io agli uomini?)
Il fastidio di fronte a certi nomi o a certe presenze, può davvero avere una manifestazione fisica così inconfondibile?
S: "Pronto amica, ciao. Lo sai che il mio fidanzato non è più zerbino, non si pianta più a casa mia, non mi dice più dai restiamo a casa io e te ma va a ballare col suo collega, se non ci vediamo non dice niente, ha cambiato la password alla posta elettronica e io sono gelosa e possessiva?"
LC: "Amica, sai che la mattina vado a lezione e il pomeriggio o la sera a lavorare?"
S: "Amica, mi sono iscritta in palestra e faccio aerobica due volte alla settimana"
LC: "Amica, la mia fidanzata sposata ha fatto una scenata perchè la mia ex fidanzata è venuta a trovarmi. E anche io faccio tante scenate a lei. Ci piace il melodramma"
S: "Amica, sei una troia e hai tutta la mia invidia, anch'io voglio una bella scenata napoletana"
LC: "Amica mi hanno trasferito al lavoro"
S: "Amica sto tutto il pomeriggio nello studio dell'avvocatessa ma non mi pagano e non imparo quasi niente"
LC: "Amica, non abbiamo più il cane"
S: "Amica, ti rendi conto che non solo ognuna di noi ha parlato da sola ma anche di argomenti che non c'entravano niente?"
LC: "Si"
S: "Grazie di esistere"
LC: "Grazie a te"
Non capire le persone a cui vogliamo bene è probabilmente un male diffuso...dato che il bene ci fa perdere l'oggettività. E siccome le responsabilità sono divise almeno equamente, probabilmente non sono incompresa ma incomprensibile.
non mi rikonosco in nessuna di queste....
sono un mostro!
Io odio le definizioni dei rapporti umani...anche se, come matematica forse mancata e forse no, solitamente le amo. Amo sapere che qualcosa è necessariamente in un modo, o che se lo è allora e solo allora ci sono certe determinate conseguenze; amo sapere quali operazioni sono lecite e quali no, in ciascun caso; quando un'affermazione, o un'analisi, possono avere un senso. Nell'accezione comune, avere una storia con qualcuno significa cosa? essere fedele? essere in cima alla lista delle priorità? cercarsi, avere voglia di passare insieme il tempo libero? preferire la compagnia dell'altro a quella di qualsiasi sconosciuto? sapere in ogni istante cosa pensa l'altro o perchè agisce in un determinato modo? avere delle piccole attenzioni che nessun altro ha? fidarsi? sentirsi attratti sessualmente? ed essere amici di qualcuno significa difenderlo di fronte al mondo, anche quando ha torto? Odio quest'assenza di definizioni dei rapporti umani...quasi quanto odio che il telefono squilli a vuoto. E odio dover spiegare qualcosa che secondo me dovrebbe essere ovvio.
La Spagna è la mia seconda patria, almeno dopo quel 1997-98, che è stato l'anno peggiore della mia vita...e a volte anche il migliore. Mi manca Madrid, mi mancano Puerta del Sol, la GranVìa, Atocha, il parco del Buen Retiro, Plaza Major...mi mancano la sangria di Benito e i calamari fritti alle 5 di mattina. Mi manca alzarmi di sabato mattina e decidere di andare a visitare un museo che non ho ancora visto...fosse anche quello delle ferrovie. Mi manca il Rastro, anche se la domenica mattina avevo sempre troppo sonno per andarci, mi mancano la Movida, Plaza Sant'Ana, i chupitos e la chocolata con churro. Mi mancano anche i fast food...la mensa dell'Università no. Mi manca il torneo di basket dell'università, mi manca l'atmosfera, mi mancano quelli che allora erano i protagonisti della mia vita...quelli che sono stati amici, che quando ci si incontra è come se non fosse passato nemmeno un giorno ma che è difficile incontrare.
Così, oggi apro Internazionale, e leggo che Zapatero propone matrimoni gay e la possibilità di adozione per le coppie omosessuali. In realtà questo faceva già parte del suo programma elettorale e due spagnoli su tre, secondo i sondaggi, sarebbero favorevoli. Sull'adozione la polemica è aperta, e vabbè, l'opposizione chiama i matrimoni gay unioni civili, ma si è ammorbidita, la chiesa urla. Un sorriso di soddisfazione.
Mi sentirei troppo presuntuosa se pensassi che qualcuno si aspetta qualcosa da me.
Il 28 ottobre comincia il festival della scienza.
Il 19 ottobre sarà in libreria il nuovo romanzo di Ameliè Nothomb, Antèchrista. [...] invece che della solita amicizia edificante e costruttiva si parlerà di un'amicizia devastante, che ci fa riflettere su un tema: amiamo davvero i nostri amici? come li amiamo? [...]. Ameliè Nothomb è belga, ma nata in Giappone nel 1967, da genitori diplomatici. Scrive romanzi brevi e ironici, quasi surreali, eppure a volte un po' autobiografici. Leggete "Metafisica dei tubi" e "Stupore e tremori".
Ho ucciso una blatta con la ceretta in strisce Veet. Qualcuno avrà vita difficile sul posto di lavoro. Sembra un oroscopo. Piaceri sottili.
L'orologio del mio pc segna le 16,29 e io mi chiedo quanto impiegherò a scrivere questo post. E' stata una notte difficile, non solo per me. Qualcuno si è sentito in colpa nei confronti di qualcun'altro che conosce appena di vista, ma che ha un legame con me. E si ha un legame con chiunque riesca a scatenare reazioni di gelosia. Forse io sono arrabbiata con me stessa per la confusione, forse perchè sono incapace di scegliere tra due persone così diverse, forse perchè invidio chi si giostra in situazioni del genere. Forse perchè essere quella che soffre, alla fine, è più semplice che essere la causa...si hanno un capro espiatorio, un colpevole a cui dare addosso, recriminazioni da poter fare, rimproveri e giudizi. Peccato, pensavo di essere migliore di così.
Joyce Carol Oates insegna Scrittura Creativa all'università di Princeton. Con il marito Raymond Smith dirige la Ontario Review. Ho appena finito di leggere Bestie, per quanto mi disturbi che in Italia sia edito da Mondadori. Si tratta della storia di una studentessa che si innamora in modo ossessivo del professore di poesia e intreccia una relazione morbosa con lui e la moglie, Dorcas, una scultrice megalomane e intrigante. Alla vicenda si mischiano misteriosi incendi, morbosità delle studentesse, tentati suicidi, anoressie e psicosi. Non è la storia ad essere originale, ovviamente, ma l'atmosfera e lo stile. Del resto si sa che a me piace leggere racconti torbidi. Ora sono alla ricerca di qualche altro titolo interessante della Oates, indecisa tra Blonde, Mike Tyson, Stupro.Una storia d'amore, L'età di mezzo, Un giorno ti porterò laggiù.
Più o meno una settimana fa la vita mi ha dato la mia occasione di essere stronza, e ovviamente, nei limiti delle mie possibilità, l'ho colta. Pensavo che mi avrebbe dato soddisfazione, o serenità, o esaltazione o una sensazione comunque positiva...invece mi ha regalato il desiderio di isolarmi dal mondo per un po'. Desideravo dormire per ore e ore, l'importante era essere altrove, cadere cullata da quel senso di tepore ovattato dei primi freddi e della stanchezza che dilata i tempi e gli spazi. Desideravo avere qualcosa di più importante da fare, il lavoro, lo studio...non parlare con nessuno di qualcosa che fosse intimo...sfinirmi, sfogarmi. Pare che la mia vita sia finalmente a posto, finalmente come la volevo...o almeno pare che io sia finalmente riuscita a gettare le basi per ottenere ciò che penso di volere. A patto che riesca ad avere pazienza e costanza. Paroloni. Svanire e poi tornare, quando lei non voleva più. O non ne aveva più bisogno...o ne aveva ma non voleva dirmelo.
Contemporaneamente è scoppiato un putiferio per il cane di casa...è stato adottato , non vivisezionato...certo che chi si è scoperto animalista e non è mai passato di qui a spalare la merda o a portarlo in giro non ha nessun diritto di giudicare, specialmente se non conosce i fatti. Chi da più di un mese non mi chiede nemmeno come sto, non ha il diritto di parola, o di essere considerato da me. E sicuramente io non ho intenzione di prendermi delle responsabilità, o di subire le conseguenze, per decisioni che non ho preso, ne' in un senso ne' nell'altro, e a cui ero, fin dall'inizio, contraria. Ma questo non riguarda nessuna di loro. Sono tutte morte.
*loading* di voi non avevano niente da fare